Letterati in vacanza

giugno-zante

Piccolo divertissement estivo. Come trascorrerebbero le vacanze i principali autori della letteratura italiana?

  • DANTE: per sfuggire alla calura infernale, niente di meglio di qualche giorno nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Là si sta da Dio.
  • PETRARCA: escursioni in montagna col CAI in compagnia del fratello. Per Gherardo il percorso A, tra crepacci e ferrate, per Francesco il percorso B, più sicuro e con meno dislivello. Arriva lo stesso spompato in rifugio, anche a causa del peso delle inseparabili Confessioni.
  • BOCCACCIO: tour enogastronomico della Toscana alla ricerca delle peggiori bettole e di storie interessanti da raccontare.
  • ARIOSTO: gli avevano proposto un viaggetto in Ungheria ma solo a pensare al gulash gli è venuta la gastrite. Quasi quasi meglio starsene a Ferrara.
  • MACHIAVELLI: soggiorno forzato in agriturismo.
  • TASSO: soggiorno in Francia che inizia con un terrore assoluto dell’aereo e prosegue con fobie varie. Meglio fare testamento per ogni evenienza.
  • FOSCOLO: voleva prenotare una vacanza a Zante ma purtroppo ha trovato tutto occupato.
  • MANZONI: vacanza studio a Firenze con partecipazione a un sacco di convegni e risciacquo quotidiano dei panni in Arno, in vista della prossima limatina da dare ai Promessi una volta tornato a casa. Perché le ferie servono per aggiornarsi.
  • LEOPARDI: giardinaggio intensivo con potatura di siepe e ginestre. Non appena possibile, gita a Napoli con Ranieri per spaccarsi di gelati.
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