La monaca di Monza in una realtà parallela

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Pacco di compiti sui Promessi Sposi. Tra fogli a quadretti utilizzati in mancanza di quelli a righe, svolgimenti interamente scritti in stampatello maiuscolo (“perché sono capace di scrivere solo così”) e risposte che vanno lette rincorrendole in giro per il foglio protocollo perché sono piene di asterischi e asterischi degli asterischi, è saltata fuori una versione alternativa della storia della monaca di Monza, che mi rende abbastanza sicura del fatto che i fanciulli abbiano letto un libro diverso. In sostanza, accade questo.

Il padre di Gertrude è un principe molto ricco della città di Milano, il quale nel convento era il padre guardiano. Ossia, in realtà la nostra Gertrude è figlia illegittima di un frate lussurioso di nobile stirpe. Questo spiega davvero molte cose. Gertrude poi si innamora di un contadino, e i due continuano a scriversi lettere. Il rapporto fu poi troncato perché lui sarebbe stato disonorato nell’essere visto con una nobile. Classismo al contrario, insomma. Ciò apre spaccati interessanti sulla società lombarda del Seicento. Però sull’identità di questo amante non c’è certezza, perché alcuni lo chiamano Paggio (con la P maiuscola): deve trattarsi del famoso Roberto Paggio. Altri invece dicono che fu intercettata una lettera d’amore per un Piaggio: nuove frontiere dell’erotismo motorizzato. Insomma, Gertrude se la faceva con un essere umano o inanimato che non corrispondeva alle aspettative della famiglia, e, dopo essere stata fatta chiudere in una specie di gabbia (tipo Brancaleone da Norcia) venne costretta a dare i voti (sic), a divenire quindi in sostanza una docente. Bella condanna. Però c’è da dire che un personaggio come don Abbondio, dando i voti, aveva una sicurezza economica per tutta la sua vita, quindi si capisce che l’insegnamento di ruolo, dopo tutto, ti sistema per sempre. Comunque non era sempre una libera scelta, perché i frati e le suore o entravano in convento perché costretti dalla loro famiglia oppure preferivano diventare preti. Quindi in sostanza sdoganiamo anche la transessualità: erano avanti nella Lombardia del Seicento, chi l’avrebbe mai detto? Dopo una certa tensione e impazienza nell’aspettare i risultati dei voti (Gertrude alla maturità), la nostra diventa finalmente monaca, e si concede alcune scappatoie amorose. “Scappatoie” alle quali evidentemente si ispirarono grandi seduttori come Casanova e don Giovanni per liberarsi delle amanti di cui si erano stufati. In tutto questo si può capire come a Gertrude avrebbe dispiaciuto lasciare il convento e rinunciare a certi godimenti e privilegi (“godimenti” è termine tutto manzoniano, lo so, ma, date le premesse, come interpretarlo in senso monacale?). Alla fine la nostra monaca si mette con Egidio, che è un ladro. Infatti i due si conoscono perché lui guarda dalla finestra nel cortile del monastero: da quella finestra sarà anche passato con agilità ladresca per combinare furtivamente i suoi convegni d’amore. Al momento dell’incontro con Agnese e Lucia, la descrizione di Gertrude è come una matriosca, e quindi la monaca sarà certamente apparsa con volto rotondo, guance rubiconde, fazzoletto colorato e grembiule a fiori. La conclusione di tutto ciò è che Gertrude ci sta provando con Lucia Mondella (cosa a cui aveva effettivamente pensato Guido da Verona nel suo adattamento parodistico).

In definitiva, sono sicura che gli studenti hanno sbagliato libro e si sono procurati i Promiscui Sposi.

Pornoversioni dal greco

Traduzione di una versione in classe.
Prof: – Nel testo troviamo il nome Αἰσχύλος. S., mi sai dire chi è?
S.: – AisCULO!
(Risate in sottofondo)

Ripetizioni di greco.
Io: “Bene, P., qui c’è il termine ἀδύνατος. Sapendo che è composto dall’alfa privativo e dalla radice di δύναμαι, cioè “potere”, prova a dirmi cosa significa senza usare il dizionario.”
P.: “IMPOTENTE!”
(Per i non grecisti: ἀδύνατος, che si pronuncia “adynatos”, significa “impossibile”…)

Ripetizione di greco. L’alunno si trova di fronte al verbo ὀργίζεσθαι.
“Mmmm… ma non vorrà mica dire ‘fare orge’?”
(Per i non grecisti: questo verbo, che si legge “orghìzesthai”, vuol dire “adirarsi”.)

Ripetizioni di greco. Stiamo traducendo il passo della “Contro Eratostene” in cui Lisia racconta di essere stato sequestrato da Pisone, uno dei Trenta Tiranni, e di avergli chiesto la salvezza della vita in cambio di una somma di denaro.
Io: – Qui abbiamo l’espressione Πείσωνι ἠρώτων: come la traduci?
P.: – Mmmm… ἠρώτων è un imperfetto contratto di prima persona singolare… può essere “amavo Pisone”?
Io: – Sarebbe il primo caso attestato di sindrome di Stoccolma.
(Per i non grecisti: trattasi di tragica confusione tra ἐράω (erào, amare passionalmente) ed ἐρωτάω (erotào, chiedere). La traduzione esatta della frase è dunque “chiedevo a Pisone”).

Durante una verifica di lessico greco:
Prof: – Vi do un indizio su Ous, Otos (orecchio): R. (Nome di ragazzo) e S. (Nome di ragazza: entrambi evidentemente dotati di lunga chioma) possono nasconderlo bene.
Alunna pervertita scrive nella verifica: “Apparato genitale maschile”, mettendo in dubbio il sesso della compagna. Pornoversione senza versione.

Προμηθεὺς κατὰ πρόσταξιν Διὸς ἀνθρώπους ἔπλασσε (Prometeo forgiava gli uomini per ordine di Zeus) = “Prometeo forgiava gli uomini dalla prostata di Zeus”.
Beh, se la donna veniva dalla costola di Adamo…

Interrogazione di Epica.
Prof.: – Ilio è anche il nome di?
Alunno: – Ilio non è il fratello di Enea?
La classe sghignazza. La prof lo fulmina con lo sguardo e lo rimanda al posto. Dopo un po’ il ragazzo ha l’illuminazione, tende il dito verso l’insegnante e con sguardo spiritato le dice ad alta voce:
– Professoressa, TROIA!
Ilarità generale.

Versione di greco: «Prof., non ho tradotto un termine per non mancare di rispetto nei suoi confronti… sa, perché il vocabolario riporta un termine… che… beh, sì, quella cosa lì…, f**a!»
Fonte della confusione: κυσίν, dat. plur. di “cagna”, cercato a casaccio sul dizionario. Siccome in guerra e in carestia ogni buco è galleria, il fanciullo ha trovato κύσθος “pudenda muliebria”, e si è accontentato. Meraviglioso il fatto che non abbia tradotto il termine per non mancare di rispetto al prof, per poi pronunciare la parolaccia nuda e cruda in faccia al prof stesso.

Versione di Esopo dal titolo: IL TROMBETTIERE (in greco: salpigktès). Traduzione: “Un certo trombatore…”.

Ἡ Ἀριάδνη τὸν Ἀθηναῖον νεανίαν φίλον ἔχει (Arianna ha caro il giovane Ateniese) = Arianna mantiene il giovane amante ateniese.

“I poveri si affrettavano a sostenere con tumulto Pisistrato” = “I poveri curvati per soddisfare Pisistrato tumultuoso”. Sia bandito chi ne pensa male.

Versione in IV ginnasio: “il valore dell’esercito (Ἡ τῆς στρατιὰς ανδρεία) salva la libertà del paese” è diventato: “il membro virile dell’esercito salva la libertà del paese”.