Pensieri tra le pagine

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Ho accennato già in altri post alla necessità di far leggere questi benedetti ragazzi, che da soli spesso (ma per fortuna non sempre) hanno difficoltà a prendere spontaneamente in mano un libro. A volte, par di capire che l’abbondanza di stimoli di altro genere, soprattutto visivi, abbia causato in loro una certa pigrizia mentale nei confronti della parola scritta.

Ecco dunque che ho assegnato alle quattro classi del biennio che ho in sorte una lista di 100 titoli di libri, suddivisi per generi e con una breve presentazione, invitando i ragazzi a sceglierne ciascuno uno diverso da leggere e analizzare, per poi esporre le proprie considerazioni di fronte alla classe. Ogni alunno, poi, avrebbe scelto la frase del libro che gli sembrava più bella o più significativa, per trascriverla su un post-it da attaccare su un cartellone, che alla fine dell’anno formerebbe una specie di piccola antologia di citazioni. L’iniziativa è stata recepita in vario modo: alcune classi sono state subito entusiaste, altre decisamente meno, soprattutto per quanto riguarda la prospettiva di scegliere i titoli all’interno di un elenco da me proposto: in particolare, un’alunna si è dimostrata altamente seccata dal fatto che tale elenco non conteneva la saga di After. (E ci mancherebbe altro.) Ho ovviato con un compromesso: chi avesse voluto leggere qualcosa al di fuori della lista mi avrebbe sottoposto il titolo scelto per farmelo approvare.

Insomma, con queste regole, più o meno rispettate, è iniziato il giro delle esposizioni. Ciò che in molti casi mi ha colpito, ascoltando i miei ragazzi commentare le proprie letture, è il senso di entusiasmo, di scoperta e di curiosità che hanno manifestato nel momento in cui si sono posti spontaneamente di fronte a un autore o a un genere letterario che magari neppure conoscevano, e dal quale semplicemente si sono lasciati prendere. Ecco qui, trascritte nella sostanza, alcune delle considerazioni più belle che mi è capitato di ascoltare:

  • Mi sono immedesimata molto nelle tematiche di questo libro, che sono importantissime anche per me, e mi sono rivista in molte delle considerazioni del protagonista. Poi, dato che mi piace tantissimo anche lo stile di quest’autore, ho iniziato a leggere anche il Faust. (su Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther)
  • Anche se il linguaggio non è quello che usiamo tutti i giorni, ho trovato questo libro molto affascinante, soprattutto nella descrizione dei sentimenti e degli stati d’animo, che, anche se è una storia scritta molti anni fa, sono gli stessi che qualsiasi adolescente può provare, quindi sono riuscita a immedesimarmi nella vicenda e nei pensieri del protagonista. Ho scoperto un autore che non conoscevo e mi è piaciuto tantissimo. (su Fedor Dostoevskij, Le notti bianche)
  • Mia madre mi ha parlato molto di questo libro, che a lei piace molto, ma non mi sono mai decisa a leggerlo. Quando l’ho visto nella lista l’ho preso in mano e l’ho letto tutto d’un fiato fino alla fine. Sono rimasta un po’ delusa dal finale aperto, ma ho visto che l’autrice ha pubblicato il seguito e leggerò di sicuro anche quello. (su Harper Lee, Il buio oltre la siepe)
  • I miei genitori mi hanno regalato questo libro quand’ero piccola, l’ho iniziato ma, dopo le prime pagine, non riuscivo ad andare avanti. Poi ho visto il titolo nella lista, ho capito che era il momento giusto per riprenderlo in mano e ho scoperto un libro meraviglioso. (su Frances H. Burnett, Il giardino segreto)
  • È la prima volta che leggo qualcosa di Buzzati, e sono rimasta folgorata. Mi sono piaciuti in particolare i racconti Il mantello e Sette piani, in particolare il primo: fino alla fine non si capisce che cosa sta accadendo al protagonista, ma quando il narratore dice che la madre sa che non lo vedrà più ho sentito i brividi e ho pianto. (su Dino Buzzati, Sessanta racconti)
  • Sono rimasta colpita dalla personalità di Sherlock Holmes: non solo dalla sua abilità nel trovare gli indizi e nel risolvere il caso, ma anche dal suo carattere particolare e dal suo rapporto con Watson. Molto bello anche il flashback sulla vicenda del colpevole: alla fine ci si riesce quasi a immedesimare in lui e si capiscono le motivazioni che l’hanno spinto al delitto. Sono già in cerca degli altri libri che lo hanno come protagonista. (su Arthur Conan Doyle, Uno studio in rosso)
  • Devo ammettere che non amo leggere, ma questo libro mi è piaciuto davvero moltissimo, per la capacità dell’autore di raccontare la storia dal punto di vista del protagonista con un linguaggio colloquiale e realistico. Mi è piaciuto il suo modo di parlare dei problemi dell’adolescenza e delle incertezze vissute dal protagonista, in modo tale che anche i lettori giovani possano immedesimarsi. (su J. D. Salinger, Il giovane Holden)
  • Di questo libro ho apprezzato il modo in cui è rappresentato il protagonista, un uomo semplice e legato alla natura, che è costretto alla vita in città ma non riesce a rassegnarsi e cerca dappertutto il mondo naturale che ha perso: guardando la luna, cercando i funghi in città, ammirando la neve caduta dappertutto… mi sembra che l’autore, in questo modo, dia anche un messaggio alle giovani generazioni, che sono nate in un mondo in cui la natura è in secondo piano. (su Italo Calvino, Marcovaldo)

Morale della favola: a volte, per avvicinare i ragazzi alla lettura, basta semplicemente lasciarli da soli con un libro ben scelto e aspettare che avvenga il miracolo. Come quando ci si prende cura di una piantina e si attende che fiorisca.

P. S.: il titolo del post è anche quello che le ragazze di una delle mie classi hanno scelto per il cartellone dove attaccare i post-it con le citazioni preferite dei libri da loro letti.

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9 thoughts on “Pensieri tra le pagine

  1. Meraviglioso metodo! La mia prof del quarto ginnasio ci lasciò un foglio con una lista di libri che erano stati i suoi preferiti negli anni del liceo, con sopra una frase che scrisse per noi. In omaggio a me che leggevo, aggiunse La casa degli spiriti della Allende, che ai tempi era la mia scrittrice preferita. Ho ancora quel foglietto, ogni tanto spunto un libro 🙂 chissà che anche i tuoi alunni non facciano lo stesso!

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