Manoscritti seicenteschi

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«Il Conchorso si può veramente deffinire una guerra disperata contro il Tempo, perché togliendoli di mano i Precari suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. Ma gl’illustri Candidati che in tal Arringo intendono far messe di Cattedre e di Ruoli, rapiscono solo che le sole spoglie più sfarzose e brillanti, imbalsamando co’ loro inchiostri le Imprese de Pedagoghi e Professori, e inqualificati Ministri, e trapontando coll’ago finissimo dell’ingegno i fili d’oro e di seta, che formano un perpetuo ricamo di Attioni didattiche gloriose. Però alla mia debolezza non è lecito solleuarsi a tal’argomenti, e sublimità pericolose, con aggirarsi tra Labirinti de’ Politici maneggj, et il rimbombo de’ Termini tecnici inhutilissimi: solo che hauendo hauuto l’anno passato l’Habilitatione, se ben capitar puote anche a gente meccaniche, e di piccol affare, mi accingo di scender io medesma nell’Arena, con sottopormi alle Forche Caudine degl’Esami scritti e orali. Nei quali si vedrà in angusto Teatro luttuose Traggedie d’horrori, e Scene di Histeria grandiosa, con intermezi d’Insonnie studiose e Preci angeliche, opposte alle Sodomie diaboliche. E veramente, considerando che questa nostra Schuola sij sotto l’amparo del Renzi Cattolico nostro Signore, che è quel Sole che mai tramonta, e che sopra di essa, con riflesso Lume, qual Luna giamai calante, risplenda la Ministra di nobil Prosapia che pro tempore ne tiene le sue parti, e gl’Amplissimi Senatori quali Stelle fisse, e gl’altri Spettabili Magistrati qual’erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo così a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si può del vederla tramutata in inferno d’atti tenebrosi, malvaggità e sevitie che dai Burocrati temerarij si vanno moltiplicando, se non se arte e fattura diabolica, attesoché l’humana incompetentia per sé sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi, che con occhij d’Argo e braccj di Briareo, si vanno trafficando per li pubblici emolumenti. Per locché compiendo questa Impresa, hauendoui consumato i tempi di mia verde staggione, abbenché la più parte del Tempo che doveria servire al nobile Uffizio dello Studio, sij in loco di esso devota al Servitio nella Schuola medesma, con rendersi tributarij di Colleghi, Alunni e Genitori loro, pure per degni rispetti, si scorreranno le Avertenzie Generali, cioè le Leggi della Schuola e le Metodologie didattiche, et il medesmo si farà de’ contenuti, solo observando li Argomenti generaliter. Né alcuno dirà questa sij debolezza del Corpo, e pigritia di questa mia esausta Mente, a meno questo tale Critico non sij persona affatto diggiuna della Schuola: che quanto agl’huomini in essa versati, ben vederanno le hore del giorno esser sempre ventiquattro e a ciascuno, oltre che la mattina domar feroci Turbe di Alunni e il meriggio compulsare orride Verifiche, esser necessario ogni qual tratto manducare, dormire, e andar di Corpo. Imperciocché, essendo cosa evidente, e da verun negata non essere i Quesiti d’Esame se non puri purissimi accidenti…»

[Credits: Alessandro Manzoni]

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2 thoughts on “Manoscritti seicenteschi

  1. In siffatte circostanze, il sugo di tutta la storia non è una sostanza molto gradevole.
    E comunque in bocca al lupo, che si possa uscir vivi anche da questo nuovo delirante cimento!

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    • Vivi di sicuro! Ciò che conta, dopotutto, è mettere insieme il pranzo e la cena senza vivere nell’ansia, e quello in un modo o nell’altro riusciremo sempre a farlo. 🙂 per il resto, le insensatezze della nostra condizione le conosciamo 😀

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