Cicero docet

cicero

Se Cicerone fosse un docente, ecco quali sarebbero gli argomenti delle sue opere.

  • De amicitia: scil. bidellorum. Trattato sull’utilità di intrattenere buoni rapporti con il personale ATA, affinché l’organizzazione del lavoro quotidiano sia più rapida ed efficace.
  • De senectute: riflessione accorata sugli anni di insegnamento che restano prima di andare in pensione, e sulle condizioni psicofisiche in cui ci si arriverà. (In caso di docente giovane, riflessione sulla precoce usura dello spirito e del corpo dovuta a levatacce per spostamenti odissiaci e classi ingestibili.)
  • De inventione: sull’onnipresente necessità di improvvisare in caso di imprevisti (ore di supplenza, attività programmate che saltano, scarso tempo per preparare le lezioni causa miriadi di impegni pomeridiani).
  • Philippicae: invettive esternate un giorno sì e l’altro pure, solitamente dirette al Ministero.
  • De temporibus suis: confronto impietoso tra la situazione della scuola di una volta (quando si era studenti) e quella di adesso (quando si è dall’altra parte della trincea).
  • De officiis: sulle segreterie didattiche e amministrative e sul tourbillon burocratico e psicopatico che invariabilmente le accompagna.
  • Paradoxa Stoicorum: trattato che descrive e analizza le dinamiche paradossali di collegi docenti e soprattutto riunioni di dipartimento, le quali richiedono che gli insegnanti di una stessa materia mantengano una linea comune nell’organizzazione delle loro attività. Cosa che, puntualmente, non avviene. MAI.
  • De legibus: disamina critica sulle riforme della scuola. Accompagnata da improperi che conferiscono vivacità alla trattazione.
  • De finibus bonorum et malorum: sulle mille variabili che fanno sì che le insufficienze, in sede di scrutinio, diventino sufficienze.

E per finire non potrebbe certamente mancare il Commentariolum petitionis, opera del fratello Quinto volta ad illustrare al neolaureato le traversie da affrontare nell’arduo percorso dell’inserimento nel mondo della scuola. A una prima vista sembra sconfinare nel terrorismo psicologico, invece descrive esattamente la realtà così com’è.

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