Digitalizzazione e disinfestazione

Nel giro di un paio d’anni scolastici, in sostanza, quasi tutte le scuole, a parte quelle dei paesi di montagna più sperduti, sono passate al registro elettronico. Ora, non è certo questa la sede per discutere dell’utilità o meno di tale passaggio, considerando che, per molti aspetti, si tratta di un’innovazione che dovrebbe facilitare l’attività di studenti, genitori e docenti. Per quanto riguarda studenti e genitori, avendo un fratello quindicenne, io stessa posso apprezzare i vantaggi del registro elettronico, in quanto non c’è possibilità alcuna che il puer ci possa fregare nascondendoci votacci, verifiche in programma e compiti per casa. È da docente che temo che questo maledetto ordigno mi condurrà dritta dritta nel girone dei bestemmiatori.

Essendo supplente, nei miei pellegrinaggi da una scuola all’altra ne ho viste di tutti i colori. Già il fatto stesso di sostituire un collega può essere fonte di caos, dato che con il registro cartaceo bastava semplicemente frugare nel cassetto del sostituendo e prenderselo da là; col digitale si devono o recuperare le credenziali del collega o farsene dare di nuove; senza contare il problema dell’eventuale dispositivo per l’utilizzo del registro in classe: recuperare quello del collega? farsene dare uno ex novo? fare direttamente a meno e lavorare col PC di casa? Insomma, fuori dai denti, un casino.

E poi non è mica sempre detto che il cartaceo sia sostituito al 100% dal digitale in tutte le scuole. Ci sono ad esempio istituti in cui viene mantenuto il registro di classe, scelta molto intelligente soprattutto in caso di impossibilità di utilizzare il digitale durante le lezioni: ad esempio, per mancanza di rete o per lavori di manutenzione del software durante le ore di scuola, ci sono delle ore di lezione che non ho potuto firmare e che quindi legalmente non ho mai svolto. Non capisco però la scelta di mantenere, assieme al digitale, sia il registro di classe sia il registro docente entrambi in cartaceo: per un’innovazione che dovrebbe semplificarmi la vita mi ritrovo a far tutto due volte.

Altro punto decisamente dolente è quello del dispositivo che il docente dovrebbe utilizzare. Nella migliore delle ipotesi l’insegnante ne riceve uno in comodato d’uso dalla scuola, potendolo usare anche per la propria attività didattica (invio e ricezione di e-mail, navigazione Internet, elaborazione di documenti e via dicendo). Altrove ogni classe è provvista di un PC. In altri luoghi ancora, dove non ci sono fondi per dotare i docenti di dispositivi personali e gli studenti sono talmente scalmanati che quella di lasciar loro un computer in classe non è esattamente una buona idea, l’insegnante è caldamente invitato a utilizzare dispositivi propri, foss’anche il cellulare. Non è uno scherzo.

E comunque tutto questo caos organizzativo si innesta in una situazione materiale che di per sé non è esattamente una pacchia. Spiego Dante in una classe minuscola, con le crepe sui muri, con una porta laterale sbarrata da una grata, infestata dalle cimici, sempre soffocante perché è impossibile cambiare l’aria. E non c’è carta igienica nei bagni.

Che dire, ci daranno quella digitale.

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2 thoughts on “Digitalizzazione e disinfestazione

  1. Hai tutta la mia comprensione!
    A parte la mia personalissima e totale incapacità tecnologica, anche io mi sono trovata, in quanto supplente, in enormi difficoltà con il registro elettronico. Mi han fornito l’account, ma andare a firmare per sostituire la docente in questione si è rivelato più complicato del previsto… una volta non funziona la connessione, una volta mi sparisce l’elenco di classi tra cui selezionare, una volta c’è il SUO nome al posto del MIO e non me lo fa sostituire…
    Semplificazione, la chiamano, ma cosa c’era di più semplice di un foglio bianco su cui scrivere?
    Per non parlare del fatto che ci si preoccupa tanto di fornire a tutte le classi una LIM, gli i-pad invece dei libri o il registro elettronico invece di quello cartaceo, ma nessuno davvero si preccupa della qualità dell’insegnamento: credo che valga di più un buon insegnante con un registro di carta rispetto ad uno pessimo con un registro elettronico.

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    • Ah beh, anche a me è capitato, da supplente, di firmare col nome del titolare che sostituivo; in effetti mica mi sono mai posta il problema della legittimità o meno di tale atto. E quanto a preoccuparsi della sostanza, attendo il giorno in cui mi cadrà un calcinaccio in testa solo per vedere se qualcuno fa qualcosa.

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